Lilith (e Luna) in Ariete. Un cambio di colori.

Il Dualismo caratterizza le nostre vite da quando veniamo al mondo. Siamo maschi o femmine e la sessualità diventa il primo campo di manifestazione della polarità. Ci troviamo infilati in corpi che appartengono a un genere e scopriamo presto la presenza dell’altro sesso. Con il sistema binario facciamo tutti i conti fin dalla prima infanzia. A volte il corpo e l’energia sessuale che abbiamo scelto per questo giro di giostra che chiamiamo vita non ci crea disagio, a volte questa identificazione invece origina dolore e rende difficile il transito in questo mondo. Sono scelte che la nostra Anima fa prima di immergersi nell’acqua dell’oblio, quel liquido amniotico in cui restiamo per dieci lunazioni prima di aprire polmoni e occhi alla densità di questo Pianeta meraviglioso che ci fa da scuola. Fa tutto parte dell’illusione. Fa parte di quella che da sempre più parti viene salutata come la Matrix. L’utero della Scuola. Il mondo in cui viviamo ogni giorno, pensandoci attaccati a quello che siamo e in esso risolti. Uomini, donne, sportivi, insegnanti, peccatori, santi, artisti,madri o padri, figli, casalinghe o criminali. Fa poca differenza, quello che pensiamo di essere è un film. E’ una grande pellicola che proiettiamo davanti agli occhi della coscienza per imparare lezioni che non abbiamo ancora appreso. E Gautama Buddha ci ricorda dalla sommità della sua illuminazione che è l’ignoranza il sommo problema dell’essere umano. Ignorare di essere chi si è veramente. E chi si è veramente è qualcosa che trascende i ruoli sociali, personali, pubblici e perfino la sessualità. Perchè siamo tutti parte del Divino. Siamo tutti e soltanto occhi di Dio, mani di Dio, pensieri e azioni di Dio che cercano di rendersi coscienti della propria natura divina. Prima o poi ci sveglieremo tutti. Prima o poi donna o uomo, ricco o povero, bianco o nero, umano o animale saranno distinzioni inutili, retaggio di un mondo in cui il sistema a due, il sistema del me e del separato da me cadrà. E cadrà per chiunque. Ma prima di giungere a questo, il viaggio può ancora essere lungo. E osservando il mondo in giro sembra non essere cambiato molto dai tempi in cui l’Essere umano ha lasciato il Giardino dell’Eden. Siamo ancora imballati nella dualità come lo furono i nostri antichissimi progenitori.

Il Libro della Genesi è chiaro quando asserisce ” Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” ( Genesi 1, 27). Dio non aveva fatto distinzioni. Aveva creato a sua immagine un essere che avesse in se stesso entrambi i poli, un androgino. Poi ci narra ancora la Genesi fu questa creatura a provare insoddisfazione per la propria solitudine. Fu l’Adamo primigenio, sia maschio che femmina, a domandarsi come mai gli animali invece fossero in coppie in quel meraviglioso Eden che era la creazione divina degli albori. E Dio lo accontenta, malgrado non avesse alcun bisogno di qualcosa di ulteriore e quella sensazione di incompletezza fosse soltanto una proiezione dall’esterno. E così Dio creò una compagnia per la sua creatura più somigliante a se stesso. Nasce la prima donna, che in verità è Lilith. Nei testi Rabbinici di commento alla Genesi viene spiegato che Dio la creò nel sangue e nella saliva e quando Adamo la vide ne provò disgusto, paura, turbamento e in mezzo a tutto questo anche una magnetica attrazione. Perchè Lilith somiglia da subito a un demone, sembra che Dio l’abbia lasciata allo stato informe (come scrive magistralmente Roberto Sicuteri ” Lilith la Luna Nera” – Astrolabio ), uno stato primordiale e non finito. Dio sa che il bisogno di un altro polo per la sua creatura è una proiezione, non una reale necessità. Sembra quasi che voglia accontentare un bambino inesperto facendo un esperimento. Ma quando Adamo tenta un approccio con la nuova compagna non finisce bene. Lilith non accetta di giacere sotto di lui, di aprirsi al suo corpo e di accettarlo come dominatore nella dinamica sessuale. Eccepisce di essere pari ad Adamo, forse il suo essere una creatura non completamente formata, ma plasmata di sangue e saliva, un essere più libero e rarefatto di quanto non sia l’Adamo al quale è stata associata, fomenta la sua ribellione. E fugge Lilith, la tradizione ci dice che si rifugia in un anfratto lontano dal Giardino dell’Eden, che le vengono inviati angeli in quantità a consolarla e scortarla indietro, ma che per ben tre volte Lilith oppone rifiuto e abbraccia la propria natura demoniaca in pieno. Diviene la madre di tutti i demoni. Rompe qualunque tipo di rapporto con l’Altissimo, è la prima iniziatrice del dualismo. Inaugura la dinamica del Con Dio e fuori da Dio che poi caratterizzerà tutto il genere umano. Adamo è rimasto nel giardino dell’Eden mentre lei rifiuta di tornare all’Uno e preferisce vivere fuori nel mondo incarnato. Tuttavia la seguirà di li a poco quando assieme alla nuova compagna Eva sceglierà analogamente di accettare il frutto della conoscenza e di staccarsi dall’Eden. Il destino della creatura più simile a Dio dunque era segnato da subito, da quando non credette alla propria completezza e desiderò qualcosa di cui in verità non aveva bisogno. La parabola dell’essere umano ci viene raccontata in tante salse ma resta sempre la medesima. Ci siamo illusi. Abbiamo creduto ad una suggestione al riflesso esterno della creazione con la sua bellezza e questo ci ha separati da chi veramente siamo e saremo sempre. Dio.

Dunque Lilith ha a che fare con la nostra reattività più profonda, ma anche con la nostra illusione più radicata. Lilith per prima non crede di essere parte di quel Dio che l’ha plasmata, e si sente inferiore, sfruttata, forse abusata in un destino che non le rende giustizia, ridotta a un gioco nelle mani della creatura preferita di Dio. La grande Ribelle si tramuta agilmente nella più grande vittima che l’antichità ci racconti. Lilith infatti è la prima a cui sfugge il dato evidente che può infuriarsi e scegliere di andarsene solo perchè il Creatore ha trasposto in lei il proprio soffio di Divino. Senza quel soffio non esisterebbe nemmeno. Sarebbe saliva e sangue, e così Adamo sarebbe un cumulo di cenere . Quello che li rende ciò che sono è esattamente la loro origine Divina. Il loro essere Dio.

E nel Cielo attuale Lilith è transitata da qualche giorno in Ariete, attualmente le fa compagnia anche la Luna scivolata nell’archetipo di Marte, Dio della guerra. Quali sono le illusioni più profonde che ci raccontiamo? Con un transito del genere verranno tutte a galla, perchè l’Ariete è luogo astrologico del fuoco che brucia e distrugge. Della purificazione attraverso la distruzione. Quali sono le ingiustizie apparenti di cui ci sentiamo vittime? In quali campi della nostra esistenza crediamo fermamente di avere ragione? Così tanta ragione da poter rimandare al mittente perfino un arcangelo qualora venisse a farci mutare idea?

Dove incontriamo tanta aderenza all’illusione? In famiglia? Nella professione? Nel rapporto di coppia? Nella visione che abbiamo di noi stessi? Nel rapporto con il successo o con la prosperità? Dove si annidano le lo nostre personali Lilith cieche e infuriate?

Prepariamoci a dover cambiare idea allora e a doverlo fare rapidamente. Il mondo che si sta creando e al quale stiamo andando incontro non avrà più posto per chi crede ancora indefessamente a Maya, a chi non riesce ad uscire dalla parabola della vittima dimenticata dal Padre. Non ci sarà più posto per i “tutte a me succedono” mormorato a mezza bocca mentre ci sentiamo gli esseri più dimenticati del sistema solare.

Quello che accadrà sarà illuminante con un transito del genere perchè avrà la capacità di iniziarci a un nuovo modo di percepire noi stessi e i confini del nostro vittimismo o del nostro senso di ingiustizia.

Ognuno è vittima finchè accetta di esserlo. Finchè avrà voglia di indossare certe specifiche lenti e vedere il mondo ritratto in quegli unici colori.

Cambiate colori.

Datevi il permesso di credere che se esistete lo dovete a un soffio Divino e siete niente meno che quel soffio. Mica tutte le ingiustizie, gli abusi o i torti che vi sono stati inflitti nella vostra storia. Dov’è la vostra attenzione lì siete voi. E questo lo predica tutto il sapere esoterico riunito.

State nel soffio.

Siate il soffio.

Sempre vostra e sempre a servizio

Francesca Spades

(immagine: “Children of the illusions) -Clioroad on Deviantart by Pinterest)

Se desideri un consulto astrologico con me puoi scrivere alla mail: francescaspades@gmail.com

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