Le sincronie e la magia della nostra esistenza

La profezia di Celestino è un film del 2006 che si potrebbe facilmente definire mediocre, tratto da un romanzo ancora più sempliciotto dei primi anni novanta, probabilmente ubriacato di New Age. Se dovessimo fermarci al valore estetico di film e romanzo potremmo tranquillamente liquidarli come prodotti piuttosto scadenti, ma l’estetica è un concetto a tante ottave, intendendo per ottave nient’altro che registri o livelli energetici, come tutto quello che esiste in natura. L’estetica è un sommo strumento di rivelazione del Divino del resto, anzi si tratta di una sua specifica qualità, ci avvisa Alice Bailey nel suo Trattato dei Sette Raggi, quando intitola il 4 raggio alla ricerca dell’Armonia tramite il conflitto e l’unità, includendovi tutte le manifestazioni estetico artistiche e i grandi movimenti connessi ad esse della storia umana.

Ma il senso di una pellicola e di un romanzo del genere a mio avviso supera la speculazione artistica e si situa su un altro piano, pretesamente semplice, volutamente didascalico. E’ qualcosa che nasce non per manifestare ricercatezza o spessore estetico, ma per comunicare nel modo più immediato possibile un concetto. E il concetto base da cui si parte è qualcosa che spesso dimentichiamo nel procedere delle nostre esistenze.

Le sincronie. Gli incastri perfetti che si verificano nelle nostre esistenze, apparentemente frutto del caso. Il romanzo, come il film, avvisa che dal momento in cui si iniziano a percepire ed attenzionare queste coincidenze inspiegabili inizia la sequenza delle domande giuste per la nostra evoluzione. Quelle domande che possono condurci oltre il mondo fenomenico, oltre quello che la vita ci appare tutti i giorni. Sono eventi capitati ad ognuno di noi. Incontri fortuiti ma profondamente sensati in un determinato momento delle nostre esistenze, accadimenti improvvisi grazie ai quali situazioni complesse hanno trovato soluzione, spesso l’amore di una vita arriva così. Sospinto dal caso, sbucato dal nulla in un certo momento specifico della nostra parabola. Lo stupore che queste cose hanno creato in noi al momento del loro verificarsi tuttavia tendiamo a dimenticarlo con il trascorrere del tempo e degli anni, oppure diventa qualcosa da cui staccarci in fretta mentalmente, perchè il mondo cataloga tutto affibbiando l’etichetta di “caso” a qualsiasi cosa. Caso è tutto quello che non si offre al nostro controllo logico/mentale. E il caso finisce spesso per diventare il compagno silenzioso con cui giochiamo tutta la nostra vita. Noi e il caso. Il mondo e il caso. Il Caso e la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Quando il concetto di caso inizia a scricchiolare per noi allora si aprono delle possibilità evolutive immense. Quando il caso inizia a diventare un sostantivo privo di significato allora c’è spazio per allargare i confini della coscienza. In buona sostanza il senso della Profezia di Celestino è quello di consentirci di evidenziare questi istanti di switch per la coscienza che altrimenti resterebbero annegati nella nostra incapacità di osservare.

Attualmente il Cielo sta scaricando gli astri nell’archetipo della Bilancia. Per ora ci sono Mercurio e Venere, presto arriverà anche il Sole. La Bilancia è il luogo dello zodiaco in cui le equazioni esistenziali diventano cruciali per la coscienza. Io sono uguale a te. Tu sei uguale a me. Abbiamo gli stessi diritti. Dovremmo usarci gli stessi riguardi. La Bilancia porta l’equilibrio dei piatti a cui la coscienza anela. Questo a segnalarci che dopo la piena lunare nel segno del sentire e della grande empatia, adesso abbiamo bisogno di andare alla ricerca di un’armonia/giustizia che magari abbiamo lasciato languire negli ultimi tempi, forse sorvolando su alcuni aspetti del nostro vivere, presi da altro. Spesso il ripristino dell’armonia nel nostro mondo tuttavia, può essere effettuato esclusivamente passando per il recupero del valore delle cose che abbiamo. Il valore di quello che abbiamo vissuto. Non sempre è necessario dichiarare guerra. A volte basta guardare quello che c’è sotto la giusta luce. In ogni esistenza ci sono dei lati di magia che abbiamo tumulato nella dicitura del caso, che abbiamo frettolosamente rubricato come fortuna o nel “capita”. E ogni volta che una sincronia viene tuffata nel bidone del caso automaticamente il nostro vivere continua sul piatto binario incolore del nostro automatismo. Del nostro sentirci vittime e attori secondari del grande spettacolo della vita, che tutto sommato ci vede ospiti sacrificabili in ogni momento. Pagliuzze prive di importanza alla mercè di un grande invincibile protagonista di nome caso.

Dunque in quest’ottica ammettere che esista un piano per ciascuno di noi, per ogni singola persona vivente, significherebbe ammettere automaticamente la propria fondamentale importanza. Il perfetto rovesciamento della prospettiva a cui siamo abituati nel concepire l’esistenza. Quella che magari hanno nutrito da sempre nelle nostre famiglie e in cui credono indefessamente i nostri amici. Ammettere che le sincronie siano dei sapienti accadimenti orchestrati appositamente per noi, significherebbe che c’è qualcuno là fuori che ci ama profondamente, qualcuno che ci impedisce di fare stupidaggini o ci agevola un passo difficile. Significherebbe ammettere che non siamo così inutili come pensiamo o ci fa comodo essere. Attenzionare le sincronie vuol dire accorgersi dell’amore silenzioso di cui sono ammantate le nostre vite e in conseguenza scoprire di essere sempre stati i protagonisti del film. Completamente in potere di plasmare la propria esistenza.

Questo è un cielo che ci aiuta a recuperare la giusta visione di noi. L’armonia a cui aspiriamo può passare per la lama affilata delle mille battaglie che dovremmo condurre per avere finalmente la vita che desideriamo, oppure per la nostra capacità di recuperare la giusta visione di tutto. Ricordare le mille sincronie che ci sono già saltate sotto il naso e che diventeranno le leve per vedere tutto in un’altra ottica. Perchè i casi della nostra vita stanno li solo per quantificarci l’amore e l’importanza di cui siamo carichi. Per ricordarci che il potere è nostro e che veniamo guidati a scoprirlo, in ogni minuto in ogni istante.

Nelle prossime 24 h fate l’esercizio di ricordare tutte le magie inaspettate che avete chiamato casi nella vostra vita. Appuntatele su un pezzo di carta e cancellate mentalmente l’appellativo di caso. Scrivete invece magia e numerate tutti gli avvenimenti.

Avrete la misura dell’amore che scorre ogni giorno su di voi e per voi.

Siete Luce.

Siamo Luce.

Love Shanti

Francesca Spades

Ultimissimi giorni per iscriversi al corso Zodiaco del Risveglio:

https://astrologiakarmicaperanimeconfuse.com/2019/08/26/iscrizioni-aperte-per-il-corso-zodiaco-del-risveglio-di-francesca-spades/

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