Saturno Retrogrado. Se la morte è una legge Divina

Nel tempo in cui l’umanità affronta una prova senza precedenti dalle congiunzioni in Capricorno del 2020, nel momento in cui l’uomo si confronta con l’ombra a viso aperto, incarnata in un piano collettivo e distruttivo ormai ben visibile, portatore delle istanze più pesanti di Arimane, demone della materia, si deve un’attenzione più che particolare ai moti di Saturno in Cielo. 

Il signore Astrologico della terra per eccellenza, della materia e delle nostre adesioni ad essa più o meno consapevoli da pochi giorni è in effetti protagonista di una retrogradazione, e la sua marcia al contrario andrà avanti fino alla fine di Ottobre. 

Un lasso di tempo che ingloberà l’estate e un frammento di autunno.

Un tempo in cui alla nostra attenzione potranno essere presentate di nuovo questioni antiche che hanno bisogno di essere esaminate più in profondità.

Che ci chiederanno conto di quanto ancora non permettiamo possa sciogliersi, dissolversi, lasciarci.

Situazioni in cui i nostri limiti interiori verranno testati e in cui avremo modo di comprendere che cosa ancora ci trova fermi e anchilosati interiormente.

Saturno/ Crono nel mito assurge a ruolo di grande nemico per Zeus e i futuri Olimpici. 

E’ il padre padrone che non consente turn over del suo potere e vuole escludere chiunque dal godimento di quel che possiede. Mangia i suoi figli per evitare che diventino grandi e possano vantare pretese. Si oppone strenuamente al cambiamento.

Cristallizza sul suo trono rendendosi completamente insensibile alle istanze del cosmo. La sua caparbia nel non mollare lo status di Signore del mondo lo rende l’antagonista numero uno della vita stessa. Negatore inconsapevole del flusso vitale che informa l’Universo, quel flusso che attraverso la morte di suo padre Urano ha condotto il potere nelle sue mani affinchè venisse custodito e poi tramandato a qualcun altro. Il flusso attraverso cui tutto diviene, si trasforma, evolve.

Ed è acquisizione della saggezza di ogni dove che l’ombra, polarità inversa alla luce, sia in buona sostanza opposizione. Il male ci viene consegnato sempre come negatore. Ribelle rispetto al piano Divino collettivo.

Nell’Angelologia cristiana e secondo l’ Apocalisse di San Giovanni i demoni sono angeli caduti perché in fin dei conti opposti. La caduta deriva dalla resistenza che essi operarono alla potenza di Dio. Nella tradizione di San Girolamo o di Tertulliano Lucifero contesta la grandezza dell’Onnipotente peccando di superbia nei suoi confronti, auspicherebbe a un rovesciamento piuttosto, ovvero a portare se stesso al centro dell’universo come Divinità assoluta. Il piano divino così com’è è inviso a Lucifero. Ne vorrebbe magari uno suo. Uno migliore secondo il proprio apprezzamento.

Esattamente come Saturno che non ritiene giusto consegnare il trono alla propria discendenza.

Entrambi si stagliano contro un ordine naturale e più alto.

E così il risultato dell’opposizione è la divisione in prima battuta e poi la stasi.

Il conflitto impedisce l’evoluzione e diviene scaturigine di un blocco. Esattamente come la malattia nel corpo umano che è espressione di un’energia stagnante, di un conflitto ( divisione) spirituale non ancora portato a coscienza.

L’Uno così diventa due e con il due nasce l’oscillazione fra i poli che è un fatto connaturato all’essere umano e al piano in cui viviamo.

Anche il pensiero gnostico del resto non si discosta molto nella spiegazione genetica del male/ombra.

Gli scritti gnostici narrano che nella sempiterna pace e perfezione del Pleroma, piano esistenziale in cui si trovava Dio e le sue ipostasi o Eoni, ovvero le sue manifestazioni, non esisteva divenire, non c’era movimento, non c’era tempo nè spazio.

Solo l’Uno in perfetta armonia con la molteplicità delle sue espressioni. Fu  quando uno degli Eoni concepì il desiderio di tornare nell’abbraccio dell’Uno piuttosto che esistere come sua emanazione individuata che le cose iniziarono a degenerare. Fu nel momento in cui l’Eone Sophia concepì un monito interiore divergente dal piano divino che avvenne la cosiddetta caduta pneumatica, ovvero spirituale.

Dal Pleroma per degradazione si formò un nuovo piano esistenziale più basso.

Il due.

Lucifero, l’Eone Sophia,  Saturno hanno dunque un minimo comune denominatore che è quello di aver operato una opposizione e successivamente di essersi trincerati nella perpetuazione della separazione stessa. Ostinati fino all’ottusità.

La buona notizia è che l’amore che promana dall’Uno è nella sua assolutezza in grado perfettamente di ricomprendere e riassorbire ogni possibile deviazione. 

L’Eone Sophia del pensiero gnostico da vita al Demiurgo e agli Arconti nella sua caduta, che generano schiere di entità via via più basse e lontane dalla grazia dell’Uno, convinte peraltro erroneamente di essere divinità. Lucifero nel suo folle volo viene seguito da tutti coloro che nelle schiere angeliche avevano creduto possibile e attuabile il suo piano di sovversione, da tutti quelli che, al monito inferocito di Michele Arcangelo “Chi è come Dio?!”,  non ebbero cuore di rassegnare la propria adesione totale e precipitarono seduta stante sotto la spada infuocata del braccio armato di Dio. Mikhael appunto.

L’ombra così stratifica e si estende. 

Ma lo fa in uno spazio esistenziale che è concesso dall’Uno e può esserlo soltanto dalla vera Fonte del tutto.

L’opposizione e la stasi sono concesse e convertite al grande processo evolutivo, al grande piano Divino. E il grande Rudolf Steiner nelle sue conferenze del 1913 non esita ad affermare che Lucifero e Arimane (altra faccia del nero, non più caratterizzata dalla superbia, ma votata alla distruzione totale di quanto esistente e al materialismo più estremo ) “hanno un campo definito delle loro attività nel complesso dell’ordinamento cosmico”. Su Arimane aggiunge che il ruolo a cui la Provvidenza Divina lo chiama è quello di Signore della morte. Continua infatti “ Nell’ambito del mondo fisico la morte è un’istituzione necessaria, in quanto le entità sopraffarebbero il mondo sensibile se in tal modo non ci fosse morte e distruzione.”

L’essere umano ha bisogno di morire per apprendere nuove lezioni in altre storie e discese nella materia. Se vivesse per sempre nell’ambito della stessa incarnazione ne sconterebbe i limiti e non potrebbe oltrepassarli.

Dunque l’Amore di Dio trova utilità anche alla separazione.

Anche l’opposizione viene guadagnata come forza cooperante ed inconsapevole al piano Divino.

Anche i demoni e la morte servono in definitiva.

Tuttavia l’unico problema connesso all’attività di Arimane, sempre secondo l’illuminato pensiero Steineriano, è connesso all’ipotesi in cui il suo ambito di attività non resti confinato nell’impermanenza da conferire al mondo degli esseri umani, determinando la scomposizione presto o tardi dei minerali di cui è composto il loro corpo fisico, ma si appropri letteralmente dei loro pensieri, ancorandoli alla vita materiale, a quel mondo sensibile che rischia di definirli completamente, negando in essi ogni istanza spirituale.

E questo ahinoi , oh valorosi, è il tempo in cui Arimane può sfoggiare questo potere esondante. Dal 2020 Arimane può giocare liberamente con le forme pensiero a cui siamo agganciati.

Può facilmente fare razzia di anime, aspirandole nel suo materialismo. Scollegandole dalla luce dello Spirito.

E quello che maggiormente predilige per farlo è irrobustire la nostra opposizione interiore all’evoluzione. Rende potenti i no che assestiamo all’esistenza di modo tale che nulla di nuovo possa essere integrato e tutto resti quel che è, ovviamente degenerando. Pompa il nostro terrore di perdere certezze materiali, fisiche, relazionali. Ci rende sordi alla luce che conseguirebbe dal rendersi fluidi all’esistenza. Ci lascia cristallizzare come sa fare alla perfezione dalla notte dei tempi.

La retrogradazione  del Vecchio del Cielo allora avrà la potenza di consegnarci quel che ci ostiniamo a non voler mutare seguendo un monito Arimanico che non ravvisiamo. Ci renderà evidenti gli attaccamenti che hanno bisogno di essere rimossi.

E l’unica arma che si possa sfoderare è la nostra coscienza. L’attenzione della nostra coscienza che ci renderà la capacità di capire cosa o chi ci rende immobili. Cosa non vogliamo veder finire. Cosa ci terrorizza perdere mentre nel frattempo precipitiamo senza rendercene conto.

E’ la coscienza che ci consente di sentire il piano divino e rispondere alla chiamata di Mikhael che si… siamo come Dio.

Allora tagliate. Dite Addio a quel che dovete. Chiudete. Slegatevi. Celebrate i vostri scioglimenti. Non abbiate paura.

La morte serve.

La morte è una legge divina.

Buona retrogradazione

Con Amore e servizio 

Francesca Spades

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immagine: Glyn Dewis

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