Luna Nuova in Bilancia. La resa dei conti e le porte chiuse in faccia a Dioniso.

La Luna Nuova del mese nell’Archetipo della Bilancia abbraccia Marte e Mercurio già in transito nel Segno. Disegna un trigono con Saturno in Acquario e si oppone a Chirone, signore Astrologico della ferita karmica.

Il linguaggio del cosmo ci mette così di fronte ad una collettiva resa di conti per l’essere umano.

Si saltano fossi e si chiudono percorsi.

La Bilancia si lega infatti concettualmente alla Giustizia, che è un derivato del Principio Primo Venere, suo reggitore, garante di armonia e proporzione, di giuste forme. Anche e soprattutto di giuste forme pensiero. L’etimologia del termine Giustizia ci riporta al termine latino Ius, che deriva dal più arcaico termine IOUS, con cui veniva designato Giove, Re degli Dei. Il sommo rappresentante dello Spirito. Allora quel che è giusto è anche e soprattutto Divino e proviene dallo Spirito.

Va da sè che siamo allora dinanzi ad una forte richiesta cosmica di giustizia, che promanando dallo Spirito, non si esprime certo secondo le nostre categorie umane, anzi piuttosto mettendoci alla prova. Strattonandoci, tagliandoci le vie di fuga. La linea netta che la Giustizia ha disegnato, come un filo rosso, ha divaricato il Mondo, il Paese, le comunità, le famiglie, i rapporti umani di ogni tipo, generando separazione e dualità.

Dolore.

Senso di isolamento.

Eppure abbiamo tutti bisogno, come Anime, di passare attraverso questo grande setaccio. E’ stata oggetto di una precisa scelta Animica la decisione di incarnare in questa fase storica. Ciascuno di noi è venuto ad agire la propria parabola interiore (come inteso nella parola Karma, nel suo significato primigenio Sanscrito, ovvero azione) per giustificarla o rettificarla, ovvero per metterla sul binario dello Spirito, per riempirla del suo Fuoco. Ognuno è venuto a  mandare in manifestazione il complesso delle proprie convinzioni e ferite interiori, affinché venissero  trasmutate come piombo in oro, proprio come desidera la migliore Alchimia Interior, di cui tale momento si fa catalizzatore.

Sono gli aut aut che ci consentono di imboccare strade che non avremmo mai avuto il coraggio nemmeno di guardare.

E le strade dello Spirito sono spesso impervie, perchè prevedono l’ignificazione del nostra personalità, la pervasione della stessa di quel fuoco Divino che è distruzione, eppure vita. Lo Spirito brucia purificando. Non è pietoso con i nostri attaccamenti umani. Non ne ha considerazione. Chi vuole davvero evolvere deve essere pronto a scomodità e rischi, a strade buie.

E quali sono allora le nere ed inquietanti vie che il momento ci sta, nostro malgrado, spingendo a calcare? Saturno in Acquario ce le indica dallo scorso anno, coadiuvato da Urano in Toro. Il principio del fare a meno, del ridursi all’essenza, indica che occorre liberarci di vecchie zavorre (Acquario distacco, liberazione).Urano, Signore delle rivoluzioni e dei cambiamenti catartici, termina il  fraseggio di Saturno indicando che la libertà tocca il nostro rapporto con la materia,con l’identificarci profondamente in quel che possediamo (Toro), in quel che ci definisce all’esterno in termini di avere. Inevitabilmente sotto il mirino alchemico finiscono faccende legate alla nostra scala personale di valori. Cosa abbiamo messo al centro finora? Ci siamo identificati con il lavoro? con la professione? Con gli oggetti dell’esistenza terrena? Quanta importanza abbiamo dato al come e al quanto? Al denaro? Che, caricato di ansia o di bramosia, viene comunque messo al centro impropriamente. Che rapporto abbiamo instaurato con le licenziosità passeggere di questo piano? Cose destinate a chiudersi con il passaggio della morte? Cosa è stato veramente importante? Cosa è stato così importante da non poter essere barattato in nessun modo? Nemmeno a costo dell’integrità fisica e morale? Nemmeno a costo d’essere esposti a veleni veri e propri iniettati come acqua Paola nelle nostre vene? Per tenerci buoni, per farci credere che tutto possa tornare quel che era. E’ in quelle identificazioni, in quei valori imbarattabili per la nostra personalità, che il Cielo ci raggiunge e ci riempie del suo Fuoco Sacro infatti.  E lo farà anche a fronte di compromessi firmati. Niente è fuori dal setaccio. Il Fuoco della Giustizia Spirituale adesso non fa prigionieri e non sente ragioni. Saltano professioni, lavori, saltano introiti, salta la possibilità di viaggiare, il divertimento, il ludo dell’esistenza quando questi aspetti sono stati tutto e troppo, cancellando lo Spirito ed ogni sua connessione. Quando per secoli hanno rosicchiato il processo di ritorno alla Casa del Padre, il ritorno all’Uno.

Non siamo oggetto di spaventose ingiustizie quando siamo davanti all’aut aut. Siamo piuttosto davanti alla più grande chiamata del nostro Karma, che ci mette di fronte alla possibilità di crescere o restare dove siamo per moltissimo tempo ancora. Cristallizzati nei nostri bisogni terreni.

Se siamo con le spalle al muro, è tempo di riflettere in profondità sul rapporto che ci lega a quello che ci è chiesto di mollare o di modificare radicalmente.

Quanto assorbe di noi? Della nostra identità? Quanto ci definisce?

Nell’Albero della Morte della Cabalà, rovesciamento del più noto Albero della Vita, il principio Venere, armonia, equilibrio, giustizia, ottiene la sua nemesi nella Qliphoth (inversione della Sephiroth) chiamata Harab Zaraq, ovvero la Dispersione della Coscienza. E’ in rapporto infatti con tutte quelle attività e passioni che avvelenano l’Anima impedendole di evolvere, fiaccando la sua capacità di concentrarsi sull’elevazione.

Cosa ci ci ha fiaccati fino ad oggi? Cosa ci ha dispersi? Cosa ha evitato che ci accorgessimo di essere scintille di Spirito immemori della nostra  forza e splendore?

Quello che salta in questa fase non lo fa perchè siamo vittime innocenti di un sistema corrotto e cattivo. 

Il Sistema corrotto e cattivo si manifesta e agisce come strumento di Piani Divini ben superiori. Non Esiste altro che l’Uno e non si muove foglia che Dio non voglia come recita un vecchissimo adagio.

L’ombra così scatenata non è altro che attivatrice della nostra crescita.

Nel mito il linguaggio del Divino è spesso rappresentato da eventi destabilizzanti e caotici. Eventi d’ombra. Prendete per esempio i cortei del Dio Dioniso, le sue menadi invasate. Le città venivano toccate dalla follia caotica del seguito del Dio figlio di Zeus, devastate, sconvolte. Dioniso il nato due volte, come indica il suo nome, colui che nacque una volta da madre mortale, Semele, una volta dal solo padre Divino, che lo nutrì all’interno delle sue carni stesse (la coscia) per consentirgli di venire al mondo. Alcune frange del mito sostengono che il Dio fosse addirittura figlio del Re degli Dei e di Persefone, Regina degli Inferi. Due volte Divino e due volte Reale. Dioniso è il Sacro per eccellenza che bussa con i suoi metodi. Che travolge e non chiede permesso. Molti hanno considerato ingiusta la sua presenza alle porte della propria città. Molti si sono chiesti perchè proprio a loro fosse capitata quella prova. Una iattura forse assolutamente necessaria. In altre parti della sua parabola mitologica Dioniso è infatti associato alla figura Cristica stessa, crocefisso dai Persiani a bordo delle loro navi sui legni maestri esattamente come il Cristo al legno della croce sul Golgota. Dioniso comporta d’altro canto una effettiva crocefissione di personalità a cui espone coloro che incrociano la sua strada. Essi perdono tutto ma entrano in stati di coscienza espansi e più elevati. La sacralità di cui si fa portatore ha un prezzo che è la perdita di ogni ordine umano. Chi non lo accoglie impazzisce.

Il che è molto vero in questo passaggio storico.

Chi lamenta l’ingiustizia e rifiuta il cambiamento, scendendo a patti e compromessi per mantenere in piedi la vita di prima sceglie adesso di chiudere la porta in faccia a Dioniso, che è un Dio nero e inquietante, ma figlio Diretto di Zeus.

Nessuno è dentro un complotto planetario di distruzione.

L’unica cospirazione di cui l’Universo sia capace è quella direzionata alla nostra evoluzione.

Tutto l’Universo obbedisce all’Amore.

Ringrazio il grande Battiato per averlo sommamente manifestato in musica.

Con Amore e servizio

Francesca Spades

Se desideri un consulto puoi scrivere a : francescaspades@gmail.com

Se desideri prendere parte ai miei corsi on line FB di Astrologia Karmica, Mito e Cabalà puoi scrivere a: francescaspades@gmail.com

Se trovi utili i miei scritti puoi contribuire con una donazione su paypal

(Immagine:Pinterest D.A.J.H. NINGEN KAIJIN )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...