Il Cielo del Solstizio e i recinti da attraversare

Quando il Cielo si carica di eventi astronomici come in questi giorni si prepara un cambio energetico importante anche nelle nostre esistenze perchè quello che è in alto è come quello che è in basso e il prossimo fine settimana si profila come una di quelle mosse che forze superiori predispongono per ogni forma di vita, tracciando strade che spesso finiamo per seguire nell’ inconsapevolezza quotidiana, quasi fossero dita invisibili che plasmano la nostra energia e le lezioni che siamo chiamati ad imparare.

Mercurio, che transita in Cancro, venerdì ingranerà moto retrogrado e si unirà al coro dei pianeti che già compiono la loro marcia inversa. Sono parecchi: Giove, Saturno, Plutone, Venere, portando al culmine la sensazione di sospensione di questa fase. Ma lo scatto è prossimo. Il Cancro è l’archetipo di primo contatto con l’Anima o se volete con la nostra reale identità. E’ il momento in cui la coscienza sperimenta il sentire, è un luogo sulla ruota dello Zodiaco di scoperta, di acquisizione di un livello superiore d’esperienza, è la stazione di prima uscita dal piano mentale. E il Cielo nei giorni del fine settimana registrerà una forte coloritura di questa tematica. A Mercurio nell’archetipo del Cancro faranno presto infatti compagnia Sole e Luna (Nuova) e si tratterà del novilunio che spalanca le porte dell’Estate. Della festa naturale della Luce, del suo trionfo sull’oscurità. Il livello simbolico è potente.

Abbiamo bisogno di nascite o rinascite. Abbiamo collettivamente bisogno di scoprirci diversi, di prendere coscienza del cammino finora intrapreso per scoprire razionalmente che ci ha condotto oltre una soglia magica, che non siamo più gli stessi di qualche mese fa, potremmo in questo momento voltarci indietro come i pianeti ci invitano a fare e notare abissi a distanziarci da quel che eravamo solo poco tempo fa. Abbiamo la necessità di realizzare che tutte le difficoltà degli ultimi tempi, i crolli, le ansie, le paure, le tensioni hanno forgiato una nuova dimensione di quello che siamo. Avremo modo di trovarci nuovi in un mondo nuovo che si delinea attraverso la polvere e i calcinacci di quello che è stato necessario abbattere. A sottolineare tutto ci sarà l’eclissi di Sole che accompagnerà il Novilunio con la sua possibilità di accadimenti improvvisi, che portano spesso,come doni inattesi, intuizioni e salti di comprensione. In perfetta armonia l’Albero della Vita della Cabala ci informa del resto che il sentiero di saggezza associato al Cancro è Cheth, ovvero il Recinto.

Si tratta del percorso che l’energia Divina traccia nel processo di creazione del mondo dalla Sephira Binah a Geburah, in altre parole dalla Comprensione di Dio alla Forza o Ordine Divino. Cheth rappresenta allora la Comprensione dell’Ordine di Dio, la comprensione dei suoi schemi, anche di quelli più duri e ardui. E’ la comprensione del limite che il Divino pone all’interno della sua creazione. La coscienza nel Cancro allora ha il compito esistenziale di ricapitolare le lezioni vissute fino a quel momento della propria esistenza, farle proprie e valicare un recinto vero e proprio.

Ed è quello che sentiremo in questi giorni. Siamo diversi e dobbiamo trovare il coraggio di uscire dal perimetro o recinto di quel che siamo stati per anni o forse anche decenni. Il che significa essere più forti, aver scoperto che molto di quel che pensavamo necessario non lo è, che molte stampelle utilizzate per la nostra interiore sicurezza sono state illusioni nutrite sulla nostra presunta debolezza. In questi mesi sono venuti meno molti dei nostri puntelli interiori. Relazioni, sicurezze materiali o emotive, il mondo sembra aver valicato un recinto e ci chiede quando ci sentiremo pronti a fare lo stesso. Ogni nascita reca in se la difficoltà di superare un confine che è soprattutto mentale.

Fra i figli che Zeus ed Era concepirono il mito annovera la delicata e silenziosa Ilizia. E’ una figura misteriosa, principessa legittima della coppia reale, dal sangue assolutamente blu, mai al centro delle pagine mitologiche. Ilizia ha tuttavia attinto dal programma genetico materno una delle qualità più elevate della vendicativa regina degli Dei. La capacità di permettere alla vita di venire alla luce. Ilizia assiste le donne prossime al parto, la sua presenza consente ai bambini di consegnare al mondo i loro primi vagiti. Non ha nulla della rabbia materna. Ilizia arriva dove c’è bisogno delle sue sagge mani. Dove le donne gridano il dolore delle carni straziate da quella porta spalancata fra due mondi che è il parto Ilizia arriva e consente le nascite. In presenza di parti complessi nel mondo greco si pensava che Ilizia non avesse concesso la sua presenza o favore. Significa che questa principessa reale così defilata è in verità depositaria del potere femminile per eccellenza, quel recinto fra vita e morte che si valica venendo al mondo è suo appannaggio. Ilizia è arbitro di questo confine. Se si può varcare è essa a stabilirlo. Quando Latona, gravida dei gemelli Apollo e Artemide, concepiti in adulterio con Zeus, era prossima al parto, Era scagliò la sua vendetta impedendo alla figlia Ilizia di raggiungere Latona per consentirle, irradiando la propria energia, di mettere al mondo i figli illegittimi del marito. Anzi condannò Latona a non poter partorire in nessun luogo su cui brillasse il Sole e rincarò la dose inviando il mostro Pitone a perseguitare la malcapitata affinchè non trovasse pace in alcun luogo. E qui parte del mito narra una magnifica vicenda di compassione ed empatia. Perchè Latona disperata chiama in soccorso Iride, messaggera degli Dei, chiedendole di cercare Ilizia lassù fra i palazzi splendidi dell’Olimpo e di chiederle di disattendere agli ordini materni per aiutarla a mettere al mondo i propri bambini. E’ un grido disperato a cui si associa la promessa altrettanto disperata di preziosi, se verrà Latona la ricompenserà con gioielli d’oro e d’ambra. Qualunque cosa purchè spezzi la follia di Era. E Ilizia, senza dire nulla come al suo solito, senza clamore, senza che nessuno se ne accorga fra i sontuosi palazzi reali, sgattaiola via. Segue rapida Iride accettando di essere portata al cospetto della povera Latona. Lo fa con la decisione di un’ostetrica navigata e svegliata nel cuore della notte per svolgere il suo lavoro. Poco le importa dell’ira che sua madre le scaglierà addosso quando si renderà conto della disobbedienza. Ilizia ha il compito di consentire alla vita di venire al mondo ed è un monito di ordine superiore che ha a che fare con la sua natura più autentica. Se c’è un recinto che un’ anima deve attraversare Ilizia deve svolgere il suo compito facilitatore e magico. Dunque Latona al suo apparire riesce a partorire Artemide. Nove giorni più tardi Apollo. E non c’è traccia in verità nel mito di punizione da parte della Regina degli Dei per l’insubordinazione della figlia. Anche Era sa che certi accadimenti sono al di sopra delle parti. Che fanno parte dell’evoluzione del mondo al di la dei nostri attaccamenti o resistenze.

Come Ilizia in questa fase comprenderemo che ci sono recinti da attraversare nelle nostre esistenze. Si profilano sempre più chiaramente nella nostra coscienza, diventano sempre più reali e definiti. Ci sono percorsi da intraprendere esclusivamente confidando sullenostre gambe, scelte di libertà e indipendenza che sono arrivate a maturazione anche se ci spaventano. E La luce spesso spaventa financo più del buio. La luce del Solstizio simbolicamente è la luce del Divino che nel cammino delle stagioni irrompe finalmente con la sua generosità. Ci lascia intendere che le scelte di questo momento sono portatrici di quella luce, di quella crescita esistenziale che cerchiamo da tempo. E ci renderemo conto che ogni resistenza sarà inutile, esattamente come inutile si è dimostrato nel mito l’accanimento di Era e la sua opposizione alla nascita dei gemelli divini. Saremo tutti soffiati in avanti dall’energia di questo Cielo perchè il momento dei passaggi è giunto, ogni cosa è pronta ed Ilizia è apparsa.

Ci sono gestazioni di anni che si chiuderanno in una manciata di giorni in questo momento e che ci consegneranno nuovi capitoli di esistenza. Siete pronti anche se stentate a crederlo, come ogni donna stenta a credere che la propria creatura sia perfetta e capace di respirare in autonomia quando viene scissa dal proprio corpo e assiste alla magia della vita che scivola in avanti malgrado tutto. Saggia. Magica. Potente.

Siate magici saggi e potenti.

Siate la forza di attraversare i vostri personali recinti di qualsiasi cosa si tratti.

Siate i genitori increduli e meravigliati di voi stessi.

Sempre vostra sempre a servizio

Francesca Spades

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