Il post novilunio e tutte le zavorre da lasciare

Il novilunio ha caricato il cielo dell’energia Bilancia. La giustizia Divina.Ci ha portati a verificare quello che l’estate ci ha faticosamente consegnato imponendoci un lavoro profondo sulle questioni irrisolte. E questo sta accadendo perchè collettivamente avremo presto bisogno di andare avanti, di calcare nuove vie e di chiudere una volta e per sempre certi sospesi.

Lo sa bene la Luna crescente che è entrata nel segno dello Scorpione per opporsi ad Urano, fermo nel segno del Toro. Il rapporto che passa fra i due archetipi è quello che passa fra la notte nera e densa di spettri e la luce sfavillante della primavera colma di fiori. Fra la nostra capacità di cambiare pelle e rinascere come fanno i serpenti e il nostro desiderio folle, per quanto umano, di immortalare segmenti della nostra esistenza e viverli in eterno con la paura che tutto possa cambiare.

Eppure nella trasformazione scorre la vita.

Nel cambiamento risiede il nostro vero potere.

Nell’Albero della Vita della Cabalà il pianeta Plutone, maestro dello Scorpione, è associato da alcune parti del pensiero esoterico alla decima e ultima Sephira o emanazione divina: Malkhut, ovvero il Regno. Il Luogo in cui risiede la materia, il mondo dell’azione, della densità, del nostro esistere. E Plutone è strettamente connesso alla materia concettualmente. E’ stato scoperto infatti da Clyde Tombaugh nel 1930, mentre il mondo era impegnato nello studio della teoria atomistica dopo le sconvolgenti scoperte di Madame Curie sulla radioattività. Venere dal canto suo, pianeta del Toro, invece si trova associato alla settima Sephira vale a dire Netzach, la Vittoria di Dio, nel mondo della Formazione. Il Toro allora corrisponde a quello che si crea, nel mondo deputato a formare il creato, un mondo ancora ideale e rarefatto in cui si muovono forme pensiero divine, lo Scorpione a quello che ,ormai creato, può essere trasformato e dunque dissolto nei suoi infinitesimi componenti per andare a formare altro. E’ come dire inizio e fine. Creazione e dissoluzione. E’ parlare di principi che occupano i poli antitetici della stessa tematica che è l’esistenza nel mondo materiale. L’uno rappresenta l’incarnazione, il momento della nostra discesa nella materia e della nostra piena identificazione in essa, l’altro il momento dell’uscita, della disidentificazione, del buio ignoto che rappresenta l’unico passaggio verso la luce dello Spirito.

L’Estate che è appena trascorsa ci ha messi a dura prova. Ha visto ben sei astri retrogradi nel Cielo di cui due piantati in Capricorno assieme al nodo Lunare Sud. Ci ha portati a un confronto duro con vecchie lezioni della nostra vita. Possono essersi verificati ritorni di persone, situazioni, problemi legati al corpo e al suo benessere. Possiamo aver avvertito la sensazione di impotenza di aver nuovamente a che fare con fantasmi ormai scomparsi da anni nella nostra vita, riattivati in modi del tutto inaspettati. Quando il Cielo propone dinamiche che potremmo definire “riesumative” sta semplicemente lavorando assieme alla nostra Anima per uno scatto importante necessitante di basi solide. Urano nel Toro compie la sua attività lenta ma inesorabile in sottofondo che è quella di scardinare una alla volta le nostre immobilità. Tutte le dinamiche che rappresentano per noi dei fermo immagine che non ci consentono di evolvere, quelle convinzioni limitanti che danno forma alla nostra zona di confort, in cui sediamo da decenni, Saturno ormai libero dal moto retrogrado, utilizza la sua energia riducente per eliminare dalla nostra strada tutto quello che ormai è diventato talmente anelastico da rappresentare un macigno nella nostra esistenza. Questa Luna crescente in Scorpione ci aiuta a comprendere quali sono le cose attorno a noi che alla luce di tutto questo hanno compiuto ormai il loro ciclo vitale e possono essere accompagnate alla porta.

Se il nostro desiderio profondo è mettere in equilibrio la nostra esistenza, vivere una rinnovata armonia è impossibile non passare attraverso la dissoluzione di quello che ci lega le mani o ci infila i piedi nel cemento. A volte sono cose a cui abbiamo sviluppato un grande attaccamento, a volte sono cose profumate come grandi fiori primaverili, che tuttavia nascondono radici talmente profonde dentro di noi da impedirci di respirare liberamente. In questi giorni avremo lo sguardo sufficientemente lucido da intuire quali sono queste eliminazioni necessarie, dov’è che dobbiamo accettare delle morti ideali attorno a noi per consentire al ciclo buio/luce, nascita/morte/nascita di compiersi e rinnovarci. E’ davvero illuminante pensare che il Segno dello Scorpione nell’Albero Cabalistico corrisponda al Sentiero di Saggezza Nun, La Morte. E’ il sentiero che collega le sephiroth o emanazioni divine Tipharet e Netzach, ovvero la Bellezza e la Vittoria, corrisponde dunque all’assoluto splendore della vittoria Divina.

Desiderate l’assoluto splendore della luce divina nelle vostre vite, declinate nelle vostre personali storie, percorsi e parabole? Il principio di dissoluzione , di morte plasmatrice di magia, caro allo Scorpione, non può essere tralasciato, evitato o eluso.

Chi conosce e ama le rose sa quanto sia importante l’uso delle forbici per vederle splendere e profumare al momento giusto.

Non abbiate timore delle forbici

Non abbiate timore di riconoscere quello che vi zavorra e di lasciarlo andare.

Siate la vita non il fermo immagine della vita scorsa qualche tempo fa.

Love

Shanti

Francesca Spades

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