Niente è più ordinario del Karma(piccola spiegazione di un aggettivo incompreso)

Spesso le persone si pongono domande in merito al significato dell’aggettivo “Karmico”. Mi giungono interrogativi del tipo “vorrei sapere se questa persona è karmica nella mia vita” o “vorrei capire qual’è il mio karma”.

Magari si usa questa parola con leggerezza negli articoli o nelle varie speculazioni filosofiche e non che si possono reperire ovunque in rete oggi e gratuitamente, dando per scontato che tutti ne abbiano compreso a pieno il significato e non è assolutamente così, nè dovrebbe necessariamente esserlo.

Karman è una parola sanscrita che significa “azione”. Indica dunque un movimento, un atto, qualcosa che si compie. Un’accezione più profonda del termine è “compito” ovvero qualcosa che si fa per una ragione a monte che ne diventa la causa fondante. Si hanno compiti quando c’è un piano che deve essere finalizzato. Dunque il Karma è l’azione che deriva da una causa. L’agire sulla base di una causa. In altre parole la realizzazione di qualcosa che necessariamente deriva da qualcos’altro. Causa- effetto. Il rimbalzare che da una causa conduce ad un effetto poi porta quello stesso effetto a divenire causa di altri successivi e futuri creando così una ruota. Un movimento circolare. Il movimento circolare delle nostre esistenze, del ciclo delle nostre incarnazioni, che in sanscrito è noto con il termine Samsara.

Quello che siamo stati diventa la base di quello che saremo. Il punto è comprendere a quanti livelli è vera tale affermazione. Perchè se è un assunto corretto allora qualunque cosa di questo meraviglioso viaggio che è la nostra attuale incarnazione è parte del karma. Tutto completamente tutto quello che ci riguarda, che abbiamo vissuto è Karma. Vostra madre non è meno karmica del tipo o della tipa che avete incontrato e che con uno sguardo vi ha concesso di avvertire cose antiche e trascinanti come tempeste. La vostra malattia ereditaria non è meno Karmica del vostro migliore amico, il lavoro che vi sta stretto non è affatto meno karmico dei sogni che coltivate nella mente da una vita. Tutto, tutto quello che ci caratterizza dal momento in cui scegliamo dei genitori che ci lascino usare la loro carne per consentirci di venire in questo mondo scuola è il nostro Karma. Tutto. Completamente tutto.

Vorrei che fosse chiaro che Karmico come aggettivo non ha nessuna accezione magica. Non significa affatto “speciale” o “antico”. Anzi il Karma è l’ordinarietà più ovvia. E’ la naturale conseguenza di quello che facciamo. Tutto quello che facciamo, anche e soprattutto a livello mentale. Questo è il livello più importante a cui integrare il significato di Karma.

I nostri pensieri nascono da quello che la mente ha registrato nel passato, anche in altre vite certamente, è quel bagaglio esperienziale che affonda le radici in tutto quello che abbiamo vissuto. E’ questo e naturalmente la automatica proiezione nel futuro che deriva dall’esperienza. I nostri pensieri ci fanno esistere continuamente spaccati fra ieri e domani. C’è un domani perchè c’è stato uno ieri. Quello che occupa la nostra mente in questa oscillazione diventa causa delle nostre azioni, delle nostre scelte. Sono deliberazioni avvenute sulla base di un movimento oscillatorio e convulso diviso fra passato e futuro. Cosa possono diventare se non altro movimento esse stesse? Così il nostro pensiero genera Karma. Quello che è stato nel nostro mentale diventa la nostra scelta. Non solo. Quello che abbiamo nella mente genera energia e per risonanza ci porta ad attrarre persone, circostanze e situazioni che attueranno il Karma esattamente in corrispondenza delle nostre convinzioni. Roberto Senesi nei suoi scritti sostiene che la realtà ci da sempre ragione. Ed è una grande verità. La realtà ci da ragione perchè non esiste. Ci da ragione perchè è il grande sogno che tutti sogniamo continuando a ruotare inconsapevolmente sulla giostra eterna del Karma. Che opera fra vita e vita certamente, ma anche di minuto in minuto e di secondo in secondo, che ci porta quello di cui siamo convinti, quello che abbiamo dentro e non vediamo perchè non ci osserviamo. Perchè non sappiamo fermarci e dire “Dov’è il mio potere? Sono solo automatismo?” Sarò costretto fino alla fine dei giorni a ripetere le stesse esperienze cambiando scenario, protagonisti e comparse? Cambiando canovacci e sceneggiature ma vivendo sempre le stesse lezioni? Eppure quelle che io chiamo smagliature o difetti di fabbrica di questa scuola sono abbastanza evidenti se ci sforziamo di guardare davvero.

In The Truman Show c’erano microfoni che precipitavano dal cielo facendosi a terra in mille pezzi davanti ai piedi di un incredulo e confuso Jim Carrey. Ed era allegoria perfetta di una realtà che viviamo tutti ogni giorno. Ci sono microfoni che cadono davanti ai vostri piedi ogni minuto, dettagli che ci segnalano ogni giorno quanto possa essere illusorio quello che crediamo vero. Vanno solo esercitati gli occhi per rintracciare queste smagliature. Non è affatto difficile. A chiunque è capitato di notare come le tematiche e i problemi ricorrano nella vita, come cambino pelle per portarci ancora e ancora alle medesime situazioni. E quando non notiamo questo ritorno è perchè scegliamo di raccontarci balle. Scegliamo di raccontarci che le nostre relazioni falliscono perchè siamo sfortunati, o perchè non abbiamo ancora incontrato la persona giusta. Dove sta questa persona giusta? Si nasconde? Non vi vuole al momento? Ha da fare? O siete voi che non vi siete ancora accorti che la realtà vi porta quello che siete perchè non ha potere in se stessa? Perchè il potere lo avete voi? Perchè il telecomando è nelle vostre mani? Non c’è un momento in cui la fantomatica persona giusta si materializzerà nella vostra esistenza perchè una divinità capricciosa con la barba in cielo ha deciso che sia arrivato il tempo. Le cose e le persone arrivano quando capiamo che se non l’hanno fatto finora è perchè non abbiamo mandato i giusti segnali all’esterno. Ovvero non abbiamo ancora capito di essere perfettamente immersi nella girandola sempiterna del Karma. Se abbiamo una ferita da rifiuto o da abbandono che ci trasciniamo dietro da millenni, che forma il nostro corpo di dolore, che ci mette sempre in situazioni in cui subiamo abbandoni, distacchi o esclusioni, dal papà che non ci considerava, dal gruppo dei bambini da piccoli, dal fidanzatino/a in adolescenza, da nostra moglie/marito in età adulta è solo il Karma che si manifesta nella speranza che capiate cosa non va. E che capiate che è dentro il problema non fuori. L’allenamento dell’occhio va compiuto, è l’unico sforzo richiesto per comprendere come le cose tornino e tornino. Come le problematiche che siamo chiamati a risolvere poggino tutte su schemi precostituiti. La rabbia scatta ogni volta che ci sentiamo ignorati, prevaricati o non ascoltati. Quando ci sentiamo trattati ingiustamente.Quando ci stanno affibbiando un’umiliazione. Il dolore e l’autocommiserazione se magari ci sentiamo esclusi, rifiutati o svalutati. Sentiamo queste cose nel profondo non ce ne rendiamo conto e tingiamo la realtà con le tinte di queste emozioni. E questo diventa la base per cose che accadranno in futuro in perfetta armonia con quello che proviamo. Va da se che non se ne può uscire se non si ingaggia un’opera costante di osservazione, il giocare a tanare lo schema che si ripete. Riconoscendolo e cercando di frenare le emozioni che ci vorrebbero di nuovo assoggettare a certe reazioni automatiche. Si chiama Nigredo Alchemica. E’ l’opera al nero, di attrito con i nostri movimenti meccanici. Significa stare con la rabbia e con il dolore, sentire la forza con cui ci scaglieremmo addosso a qualcuno, sentire il veleno in cui si tingerebbero le nostre parole e resistere fino a che l’onda non passa. Fino a che tutto si riassorbe e capire che è possibile. Che è possibile arrestare la ruota eterna, che tirare il freno, scendere dalla giostra, è una cosa alla portata di tutti, non solo dei Santi. E anzi ricordiamoci che i Santi sono stati persone comunissime per esistenze ed esistenze. Che hanno avuto a che fare con paure esistenziali, invidie, gelosie, attaccamenti e psicodrammi al pari di chiunque altro. Solo che essendo in pista da parecchio tempo più di noialtri magari hanno prima di noi iniziato a notare microfoni sfracellarsi al suolo davanti ai loro occhi per comprendere che era tutto un set inventato dalla nostra mente. Siamo tutti in viaggio, tutti in fila per compiere il ritorno alla Casa del Padre.

La strada è lunga o brevissima? Dipende da noi interamente. Non c’è giusto e non c’è sbagliato. C’è il tempo che decideremo tutti di impiegare per capire che nulla esiste, perchè tutto è creato da noi, secondo dopo secondo.

Il Karma non è una magia, non è speciale. Il Karma è la vostra vita. L’ordinario flusso delle nostre esistenze, il ritorno delle cose che dobbiamo imparare. Ovviamente ci aiuta a vederle. L’ordinario esiste perchè si possa comprendere quello che è straordinario.

Ad esempio il nostro potere.

E’ immenso.

Vigilate sui microfoni che cadranno dalla volta del vostro cielo per svegliarvi sulla trama del film che state vivendo. Vigilate su tutto quello che si ripete. Abbiate il coraggio di pensare che le cose si ripetono perchè non avete capito qualcosa non perchè siete sfortunati pur essendo bravissimi e avendo compreso qualunque cosa di voi stessi. Se lo specchio la fuori ci rimanda cose che non ci piacciono non abbiamo capito qualcosa semplicemente. Siamo ancora identificati con una ferita o con una convinzione dolorosa. Altrimenti le cose sarebbero perfette e meravigliose subito, non fra vent’anni quando forse chissà ci riterremo più fortunati di adesso.

Fra vent’anni non esiste.

Esiste oggi e basta.

Love

Shanti

(imm. Pinterest)

Francesca Spades

2 risposte a "Niente è più ordinario del Karma(piccola spiegazione di un aggettivo incompreso)"

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