Plenilunio in Capricorno con Eclissi di Luna. Le regole che non funzionano più.

Domani sera la Luna raggiungerà la sua piena nell’archetipo del Capricorno. Andrà a saldarsi ai vecchi del Cielo che sono già li da parecchio ormai. Plutone e Saturno si sono coalizzati da tempo infatti per metterci al cospetto di cose innanzi alle quali stentiamo ancora a renderci disponibili, cose che ricevono ancora lo stigma del nostro rifiuto interiore. E lo fanno disseppellendo dal nostro passato, quasi fosse un cimitero, problematiche antiche per poi risbatterle sotto il nostro naso senza tanti convenevoli. In questo sono fortemente coadiuvati dal sodalizio con il Nodo Lunare Sud che se ne sta ben piantato anch’esso in Capricorno come baluardo e promemoria del nostro passato remoto Karmico, a segnalarci in modo impietoso tutte le circostanze che ci vedono rigidi, inflessibili, anelastici e che ci trasciniamo stancamente sulle spalle di vita in vita. A volte, si sa, si è attaccati ai problemi e al dolore molto più di quanto possiamo esserlo a ciò che amiamo o ci rende felici.

E proprio questa è la tematica di questa piena Lunare.

Quanto siamo incollati al nostro Corpo di Dolore? Quanto siamo identificati ancora con la parte di noi che giudica, separa, divide, mette voti, sale in cattedra? E quanto inquina ancora la nostra vita?E quanto siamo in grado di riconoscere tali dinamiche ogni giorno e disfarcene? Nel mito Crono/Saturno è il figlio ribelle portatore di un nuovo ordine cosmico. Evira il padre Urano e gli impedisce di unirsi nuovamente alla madre Gea. Cosciente o meno di quel che ha fatto, Crono consegna al mondo una nuova era in cui l’ordine avrà la meglio sul caos indistinto, in cui il cielo (Urano) resterà separato dalla terra (Gea), potrà esserci un sotto e un sopra, un alto e un basso, un giorno e una notte. Da un altro punto di vista, simbolicamente, opera il passaggio dall’unità alla dualità. Incarna il momento della divisione, del creato che si stacca dal Divino per iniziare il proprio viaggio di consapevolezza e ritorno all’Uno. Il caos primordiale da cui nasce l’Universo. La caduta dal giardino dell’Eden. Per questo al pianeta Saturno è associata un’energia di riduzione, sottraente. Saturno è il principio della perdita. Del distacco e quindi anche del lutto. Eppure il distacco a cui nel mito Crono/Saturno ha dato lo start è stato anche cosmogonico, ovvero generatore a suo modo di ordine e legge, come si diceva poco sopra. E questa funzione va recuperata nell’archetipo per comprendere a pieno come si esprime nella nostra realtà.

A quali leggi obbediamo nel nostro vivere? Da quale parte di noi arrivano? Sono ancora degne di regolare la nostra vita? Sono ancora buone leggi a cui delegare il nostro stare nel mondo?

Le eclissi sono momenti di stacco forte. Domani sera la Luna nel momento del suo apice riceverà l’ombra che le proiettiamo addosso. Avremo modo di ridurre per un attimo il peso della sua potenza energetica, di poter guardare i nostri bisogni più intimi, di cui la Luna è foriera, e comprendere la loro reale dimensione, comprendere quello che è davvero utile ancora e quello di cui si può fare a meno. Cosa ci zavorra ancora così tanto da renderci fragili come cristalli?

La struttura che ci siamo dati nel corso del tempo, fatta di credenze, di opinioni, di preconcetti, di meglio o peggio, ha ancora l’utilità di dare ordine al nostro mondo oppure è diventata la gabbia in cui ci dibattiamo e che ci impedisce di sentire? E questo è un Cielo che impietosamente ci renderà coscienti di tutto quello che più che costituire una via per noi, ormai ci tiene i piedi nel cemento e ci rende friabili come il cemento, quando è seccato dalle intemperie e dal tempo e cade come scaglia priva di vita.

Il Capricorno infatti è spesso raffigurato con una coda di pesce, quasi a significare che quello che è in grado di temperarlo ed equilibrarlo è la fluidità mobile dell’acqua, la sua empatia profonda, il suo insinuarsi in ogni fessura o antro, plastica e priva di forma. Nell’archetipo del Pesci infatti il sentire di cuore è fortissimo, diviene la spinta ad infilarsi nei panni degli altri, a provare le loro emozioni, comprendere i loro pezzi di verità, percepire il loro personale dolore, la loro parte di dualità. L’Unione dei due archetipi è l’espressione più completa della Coscienza Cristica. Il coraggio, la responsabilità e la determinazione del Capricorno, il Cuore dei Pesci. La capacità empatica tuttavia spesso è quella che difetta drammaticamente al Capricorno.

Quando le leggi interiori diventano rigidità, eccesso di giudizio, allora inizia la separazione e la nostra ineluttabile fragilità. Inizia la strada della morte di cui Saturno è un’emblema archetipico. Crono inventa un mondo in cui il Cielo resta dove sta e la terra si stende separata sotto il suo manto stellato, crea un mondo per la sua sposa Rea e per le future divinità Olimpiche, in lui c’è il seme di Zeus, futuro Re degli Dei. Eppure qualcosa va storto. L’ordine nella sua parabola diventa ossessione. Diventa brama di potere e inizia a vivere l’attaccamento che quel nuovo corso originato per il mondo gli instilla dentro in ogni momento. I suoi stessi genitori lo avvisano che uno dei suoi figli porrà fine al suo potere e allora l’attaccamento di Crono diventa così bruciante da tagliare ogni legame empatico, financo con il proprio sangue. Crono uccide i suoi figli perchè non vuole mollare la poltrona, la stanza dei bottoni. E’ perfino peggiore del padre Urano, che li faceva fuori perchè mostruosi poichè Titani secondo il suo apprezzamento. In Crono c’è la cupidigia, il desiderio di restare incollato a quel mondo che ha creato da solo, con il proprio coraggio. Non c’è cuore per i figli che divora l’uno dopo l’altro, quasi a volerli rispedire al mittente da cui originarono.

Dove siamo così attaccati alle nostre regole da tagliare fuori il cuore?

Dove siamo così incapaci di mollare la presa nella nostra esistenza e poter afferrare finalmente la mano di chi ci sta attorno?

Quali sono le cose su cui ancora non riusciamo a transigere?

Verranno fuori tutte. Una ad una perchè è un Cielo senza carezze questo. Serve a svegliarci. Se necessario userà anche il nostro corpo. Ci annoderà tendini e articolazioni, ci colpirà laddove saremo troppo fermi ed attaccati, laddove saremo incollati alle nostre tematiche abusate e trite da millenni, usando financo la somatizzazione.

Perchè noi possiamo mentire, anche e soprattutto a noi stessi, ma il corpo non mente mai ed è sempre uno specchio nitido dei nostri contenuti interiori.

Siate plastici. Siate come l’acqua.

Lasciamoci lavare dal cemento secco.

Love

Shanti

(imm. Pinterest- Cincinnati Opera Summer 2015)

Francesca Spades

3 risposte a "Plenilunio in Capricorno con Eclissi di Luna. Le regole che non funzionano più."

  1. Ciao! I tuoi post sono sempre sentiti, profondi, sinceri… riesci a dire passaggi importanti con parole semplici… Grazie 😉

    Una curiosità sul versante “tecnico”: è voluto il fatto che dall’home page non si può accedere ai nuovi post e bisogna entrare in astropillole, selezionare uno dei due post e poi cercare nei post correlati? è vero che posso arrivarci da facebook, ma da fanatico della struttura te lo faccio presente lo stesso 😛

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