Perchè la legge del Ritmo ci fa tanto male

Sono giorni in cui una delle leggi più importanti del cosmo ci lancia la sua sfida. Sono giorni in cui avere a che fare con l’immutabile e sempiterna Legge del Ritmo a cui obbedisce il nostro mondo duale. Se si vive un aspetto dell’esistenza immancabilmente, prima o poi, dovremmo vivere quello opposto, perchè tutto muta in quella che molti ormai definiscono Matrix, ovvero l’illusione a cui tutti siamo soggetti chiamata vita terrena. I sentimenti si modificano. Quello che un tempo ci ispirava simpatia o vicinanza oggi può sembrarci lontano e incomprensibile. Tutto fluisce nel suo contrario, come nei sogni. Il Cielo infatti è spaccato nella sua dicotomia Acqua- Terra ormai da un pezzo. Sole e Venere in Cancro fanno compagnia al Nodo Nord mentre Plutone e Saturno, saldati, stazionano nell’archetipo del Capricorno che ospita il Nodo Sud. E’ un tiro alla fune celeste fra mutevolezza e rigidità , fra necessità di cambiare e rimpianti. E sono le forze planetarie che esplicano i loro effetti sulla Matrix in cui tutti viviamo. C’è una danza in atto fra chi siamo stati e chi saremo. Fra chi vorremmo diventare e la storia che ci ha condotti fino a questo punto del nostro cammino. Potremmo guardarci indietro in questi giorni e trovarci considerevolmente diversi, percepire che la storia dalla quale proveniamo quasi non ci appartenga, come fosse stata la vita di qualcun altro, sequenze di un film in cui non eravamo protagonisti.

Questa è la grande illusione di cui ci parla la Legge del Ritmo. Il fluire e rifluire delle circostanze, delle situazioni e delle tematiche nella nostra esistenza ha il senso di farci percepire il vuoto di questo continuo movimento, la sua mancanza di verità. Chi eravamo vent’anni fa? E trenta o quaranta? Eravamo convinti di essere quella persona qualunque fosse. Non esisteva nient’altro che quella persona all’epoca. Il suo gusto, i suoi sentimenti, le persone di cui si circondava, le sue passioni e le sue proiezioni. Quasi ci fa sorridere oggi che fossimo così identificati in quel ragazzo/a, che fossimo convinti così profondamente di essere quell’individuo. Eppure fu tutta la nostra verità. Nel momento attuale potremmo essere radicalmente diversi dalla prospettiva di allora. E oggi senz’altro ci sentiamo veramente esistenti. L’unica cosa che non è mutata infatti è la nostra sensazione di esserci. Il nostro sentirci esistenti. Per il resto potremmo aver nutrito una passione per il death metal che oggi ci farebbe venire emicrania e nausea in due microsecondi o aver pensato che un certo adolescente superficiale ed egoico potesse essere l’amore della nostra vita o il padre dei nostri figli. Eravamo sempre noi ma il nostro mondo era completamente diverso. E allora dove risiede la verità? In quello che siamo stati o in quel che siamo oggi?

Eckhart Tolle vi direbbe che non c’è alcuna verità. Mai in nessun caso. Perchè tutto quello che esiste è l’Adesso. Tutto quello che non è Adesso è menzogna o Maya. Tutto quello che sposta il focus da quello che viviamo nel momento presente genera quel movimento che diventa Ritmo e che porta la nostra esistenza a cambiare e a generare dolore. Perchè da un polo sarà necessario spostarsi all’altro, da una situazione all’altra, e dunque presto o tardi arriveranno gli attaccamenti e la sofferenza. Questo è il motivo per cui entriamo in resistenza e la nostra vita diventa un campo minato in cui siamo soggetti al fluire e rifluire delle circostanze. Alle dinamiche che tornano, agli amici che ci deludono perchè ci sembrano cambiare, al partner che non sembra più capirci come un tempo perchè mutato anche lui/lei, al lavoro che un tempo abbondava e oggi scarseggia.

E in questa fase storica i nostri occhi percepiranno assai meglio l’andare e venire delle nostre esistenze se presteremo attenzione. Ogni volta che ci troviamo a commentare un momento evidenziamo questo fenomeno. ” Che periodo duro” ” Che momentaccio”. Sono espressioni che presuppongono il Ritmo, ovvero l’esistenza di fasi di cui abbiamo memoria in cui non era così, in cui le cose erano più facili e meno faticose. Ma è realtà? E’ una percezione reale? Il confronto fra le cose di cui abbiamo memoria e quelle presenti è una delle fonti maggiori di sofferenza per l’essere umano in verità. La sfasatura dei piani. L’oscillazione fra una cosa chiamata ricordo e quello che c’è nel piatto adesso. Eppure il ricordo è illusione. Il grande maestro sufi Rumi dichiarava che passato e futuro velano Dio alla nostra vista e consigliava di bruciarli nel fuoco entrambi.

E inutile scagliarci contro i movimenti inevitabili di questa dimensione terrena, contro le sue leggi. Esistono soltanto affinchè ciascuno di noi le noti e si renda conto che sono le trame di un grande arazzo collettivo in cui siamo tutti infilati. La Legge del ritmo ci espone al dolore forse più di altre ma per questo è altamente svegliante.

Ci costringe a farci domande fondamentali, a cercare risposte altrettanto importanti e ci costringe a vedere l’unica cosa che non cambia mai. L’unica in cui risiede la verità. La nostra presenza. Il Ci del Nostro Esserci direbbe Heidegger, il fatto di percepire il nostro esistere e che questo esistere non dipende da alcuna situazione esterna e contingente perchè l’Essere è l’unica cosa che non è soggetta al divenire. E’ Dio che si manifesta in noi.

Restiamo in contemplazione del ritmo per tutto il tempo che ci serve a capire che è illusione. Restiamo nel Ritmo finchè ci servirà piangere i good old days delle nostre esistenze. Restiamo nel ritmo fin quando avremo bisogno di identificarci in un individuo e poi in un altro e magari in un altro ancora, perchè va da se che nel nostro passato ci siano tante persone che abbiamo incarnato e tante piccole morti che abbiamo dovuto attraversare per diventare chi siamo. Steiner chiama Legione questa moltitudine di piccoli Sè in cui si dipana il nostro ego nella sua storia terrena.

Tuttavia arriverà il giorno in cui ai nostri occhi si schiuderà l’inutilità di tutto questo e l’illusione che sottende.

Che quel giorno possa essere….Adesso!

Love

Shanti

(imm. Pinterest)

Francesca Spades

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