Il Novilunio dei Miracoli (in silenzio e in Capricorno)

Il Novilunio incipiente ci schiude davanti la fase più magica dell’anno Valorosi.

E’ importante attraversarla con la consapevolezza del suo mistero e delle sue immense possibilità.

Siamo alla soglia delle Tredici notti Sante infatti.

Le notti che celebrano la discesa dell’Eone Christòs, emanazione diretta del Divino da cui tutto promana, su questo piano incarnato.

Si apre così il periodo delle iniziazioni, dei miracoli, dello Spirito che si desta, delle svolte silenziose capaci di rivoluzionare un’intera esistenza.

Il grande Massimo Scaligero intervistato sul senso del periodo che ci apprestiamo a vivere in occasione di alcune conferenze del Dicembre 1979 asserì che “c’è la possibilità per il corpo eterico di una risonanza effettiva verso il mondo Spirituale nella quale veramente si trova l’Io, e quindi il mondo Spirituale stesso

Come a  dire che nella fase aperta dal prossimo Novilunio i nostri corpi sottili avranno la possibilità concreta di orientarsi e armonizzarsi con frequenze spirituali che solo ora, a ridosso del Solstizio Invernale, sono disponibili. Quando l’energia del Logos del Sistema Solare torna ad irradiare la Terra e ci pone davanti un momento di sospensione che è magia pura. La natura mette in scena il suo copione perfetto di Luce e Ombra che danzano con il medesimo passo e danno vita ad una stasi perfetta e calma, in cui avvertire la voce dell’Anima è più semplice.

E la Luna in perfetta armonia ricomincia il suo Ciclo dall’Archetipo del Capricorno raccontando tutto questo a parole sue.

Nel territorio Astrologico di Saturno infatti, Signore del segno, la coscienza in viaggio sulla Ruota Zodiacale sperimenta lo sbarramento della materia. La Terra in qualità di elemento termina nella decima stazione, in essa trova il suo confine ultimo. E l’esperienza che si fa di questo piano fisico raggiunge così la lezione magistrale della riduzione all’essenza. Della perdita di tutto quello che non è Anima. Di tutto quel che ridonda rispetto al Sè o all’Io di cui parla Scaligero poco più su.

Il Capricorno mette la personalità nella condizione di perdere tutto quello che non le consente di allinearsi allo Spirito. La falce di Saturno taglia senza pietà le eccedenze e le distrazioni. Circonda l’Anima di un silenzio che appare come desolato ma che è necessario per ritrovarsi.

Alice Bailey nelle sue magnifiche pagine di Astrologia Esoterica sostiene d’altro canto che nel Capro il dualismo della Coscienza umana è risolto.

Le due corna che caratterizzavano il segno iniziale dell’Ariete, simbolo di divisione, di una dicotomia fra Spirito e Materia ancora da esplorare completamente, nel Capricorno trovano composizione, giacchè la materia semplicemente scompare quale identificazione ormai superata.  E il glifo del Decimo Archetipo Zodiacale reca nel suo misterioso simbolo la firma dell’Onnipotente, cosi almeno scrive la Bailey, aggiungendo che a ben vedere tale segno richiama graficamente la forma di un occhio.

Allora le due corna arietine, fuse nel tragitto della coscienza sulla Ruota Zodiacale, nel Capricorno si trasformano in verità nell’Occhio che tutto vede. Marchio di fabbrica del Divino in ogni linguaggio esoterico che si rispetti da oriente ad occidente.

E nell’Alfabeto ebraico in effetti la lettera Ain è associata al Capricorno e il nome di Ain è appunto “Occhio”. L’Occhio unico dell’integrazione e fusione dei poli opposti. Ovvero la Saggezza finalmente trovata.

Il mito ellenico non dissimilmente ci narra di creature con un solo occhio a diretto contatto con il Divino. Nelle pagine della Teogonia di Esiodo vengono a tale proposito tratteggiati i Ciclopi Uraniani, figli di Urano e Gea, Cielo e Terra, assai lontani dalla barbarie che viene loro predicata nelle pagine Omeriche. Al contrario essi vengono generati dall’unione indistinta dei due poli, femminile e maschile incarnati da Urano e Gea simbolicamente. Sono dunque creature scaturite in un momento in cui la divaricazione fra yin e yang, Luce e Ombra non è ancora espressa. Lo sarà attraverso l’intervento di sanguinosa separazione operata da Crono nell’evirazione di Urano, che sottrae al corpo del padre quello di Gea, la madre.

I Ciclopi narrati da Esiodo a ben vedere restano espressioni della saggezza Divina anche nelle ere successive, depositari di un sapere ancestrale ed inviolabile. Artigiani del fuoco, forgiatori della folgore, arma utilizzata da Zeus in persona. E il fuoco è un altro simbolo diretto del Divino non meno dell’Occhio. 

Così, narra il mito, quando Asclepio, figlio di Apollo, inventore della medicina, osò violare un monito cosmico fondamentale, una legge Divina altissima, quella del ritmo fra nascita e morte e della loro alternanza, resuscitando con le sue arti mediche dei trapassati, Zeus incaricò i Ciclopi di punirlo con il fuoco della folgore che essi custodivano.

Poichè il Divenire del cosmo non poteva essere oggetto di  alterazione e cristallizzazione da parte di checchessia.

Allora Valorosi questa è una fase in cui la Saggezza sarà veramente a pochi passi da tutti noi. Sarà toccabile con mano a patto di fare silenzio.

Sarà possibile comprendere la via da percorrere, la direzione che la nostra esistenza deve assumere, ci potrà essere indicato il Nord in un’intuizione formidabile perchè il Cosmo ora lo consente nelle prossime ore e giorni, l’energia del Cristo è quella di unificazione con lo Spirito ed è il dono dello Spirito al mondo.

Ma ci sono condizioni sul piatto per questo magico accesso.

Non si può evitare la devastatio materiale che il Capricorno richiede. Ovvero la capacità di fare a meno di quello che non serve, di quello che ci confonde, seduce, disperde. Ed è necessario saperlo individuare con lucidità. Cosa vi porta fuori da voi Valorosi? Cosa vi ottunde e vi toglie il tempo del raccoglimento?

Il Novilunio assegna premi importanti ma al netto di ogni dinamica sociale o relazione che fiacca la nostra energia. Che ci incastra in copioni da replicare nell’eterna umana fame di apparire o sentirsi inclusi. La quadratura che verrà disegnata con Giove da pochissimo in Ariete se ne fa palese espressione.

E non a caso nel momento della quiete del Solstizio, del fermo Solare, nel momento di una lunazione nuova in Capricorno, Archetipo dell’isolamento ascetico per eccellenza come rinuncia alle lusinghe del piano materiale, il mondo in cui viviamo propone invece un ampio sfoggio di caos e materialismo sfrenato. Questa è l’Epoca dell’incarnazione di Arimane, Principe Oscuro della Materia. Il Cristallizzatore. Colui che si oppone al divenire del progetto Divino.

Sappiatelo individuare anche quando si veste di colori ammalianti. Anche quando fa leva sui bisogni primari dell’essere umano. Essere visti, sentirsi parte di un gruppo. Essere riconosciuti.

Trovate un momento per isolarvi durante il Novilunio, per entrare in Silenzio.

Non avete bisogno di praticare meditazioni collettive o ideate a questo proposito da qualcun altro.

Trovate la vostra modalità.

Il vostro zero o Solstizio.

Il vostro silenzio interiore e chiedete di essere allineati alla Luce.

Alle frequenze più alte del cosmo.

Chiedetelo con la forza del Cuore che Cor-aggio.

E che il vostro occhio diventi l’Unico.

Che i conflitti che vi dilaniano trovino composizione.

Che le vostre spaccature diventino pace.

Buon Natale Valorosi.

Con amore e servizio

Francesca Spades

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