Plenilunio Toro con eclissi totale. Sfidare il mostro (a tutti i livelli).

La Luna Piena di questo mese rappresenta la chiusura di un capitolo iniziato per noi tutti con il passaggio di Giove in Pesci nel Gennaio scorso e si accompagna infatti, quasi a suggellarne il termine, con la retrogradazione (da qualche giorno avvenuta) del gigante del Cielo, ancora una volta nel medesimo archetipo. Alfa e Omega. Inizio e fine. Una pagina, aperta in quel momento, sia a livello individuale che collettivo, ora viene voltata. Si chiude con un sincronismo rilevante infatti anche la serie delle eclissi dell’anno con l’ultimo atto: l’eclissi totale di Luna che accompagnerà il momento di piena, benché non visibile dai nostri cieli. Il Plenilunio dunque sarà risucchiato nel cono d’ombra proiettato dal nostro pianeta.

E che Plenilunio!

La Luna, simbolo del nostro anelare, dei nostri bisogni più profondi ancorati nella mancanza, rivela al massimo della sua potenza che è la libertà a difettare, e sarà dunque posto in essere un grande tentativo di purificare la Terra dalle forze Arimaniche discese dai piani dello Spirito nel lontano 1879,stando alle sagge cronache del Maestro Steiner. 

L’archetipo del Toro in cui avviene la Piena, è infatti il regno della materia per eccellenza, rappresenta simbolicamente il creato, il frutto della potenza creativa Divina, la manifestazione fisica dei fenomeni sottili, la Terra stessa su cui conduciamo la nostra esistenza e il Plenilunio che si verifica nel suo territorio Astrologico segna che è in atto un tentativo di rivoluzione attraverso la congiunzione con Urano, principio del distacco e nuovo corso, e la quadratura con Saturno in Acquario.

Sole, Venere e Mercurio avvinti al Nodo Lunare Sud nell’opposto archetipo dello Scorpione, testimoniano che la Loggia Nera cospira  per mantenerci in un vecchio livello di consapevolezza e nel loro assetto collaudato. Dalle loro fila, già con lo scorso Novilunio in Scorpione, si era apparecchiata un’offensiva seminale, svolta nell’ombra, discreta ma certamente pericolosa, diretta a legarci più strettamente (nb in occasione della Luna Nuova passata è stato redatto un testo normativo volto ad impedire riunioni non autorizzate sia in pubblico che in privato non suffragata in verità da alcun particolare allarme sociale attuale). Hanno chiaramente per obiettivo tenerci ancora schiavi di menzogne, che malgrado sforzi titanici si stanno sciogliendo ormai come neve al sole.

E la Terra ora prepara il suo cambiamento e la battaglia di liberazione.

Lo schiavo anela a sollevare la testa.

Nella simbologia archetipica del Toro infatti c’è un aratro trascinato con fatica e sudore attraverso un penoso giogo (ottava inferiore dell’Archetipo) e un Toro libero e combattente, quello dell’arena (ottava superiore), determinato al punto di poter decidere in autonomia il proprio destino.

In questo Plenilunio Valorosi la Schiera di Michele ha il compito di riprendere il controllo di alcune posizioni di potere strategiche nel mondo della materia.

Saranno ore fondamentali quelle di domani per tutto il genere umano, ore in cui si deciderà se la Terra può ancora giocarsi la possibilità di diventare un pianeta sacro, come descritto dalle parole di Alice Bailey nel Ritorno del Cristo,ovvero di potersi sedere fra i grandi dell’Universo, coloro che hanno già sconfitto ego, morte e paura della morte o se dovrà continuare nella sua illusione materiale ancora per millenni.

Come nel mito, nelle prossime ore affronteremo il Minotauro sul suo stesso campo. Perché  si tratta dell’unico modo di diventare adulti. Sfidare il mostro.

Ci inoltreremo nelle spire di un labirinto concepito per uccidere e silenziare, ma che per quanto vasto e articolato possiede delle falle come tutti i fenomeni umani. E lo faremo perché continuare a nutrire un tiranno senza mai correre il rischio di soccombere pur di sbarazzarsene significa soltanto morire un grammo alla volta.

Il giogo dell’aratro Valorosi ormai è stretto sia su scala individuale che collettiva.

Dove si manifestano allora i vostri personali demoni? In quale labirinto continuate ad aggirarvi? In quale parte della vostra vita continuate a dare sostegno o energia a qualcosa che vi consuma e priva della libertà interiore che meritate?

Chi o che cosa veste i panni del vostro personale Minotauro?

Nel mito Teseo affronta il deforme figlio di Minosse racchiuso da Dedalo in un’opera architettonica di pregio, ma altresì  ricoperta del sangue di tanti giovani Ateniesi innocenti.

La versione più accreditata della storia vuole che Arianna, altra figlia (ribelle) di Minosse aiuti l’eroe a confrontarsi con la belva sanguinaria fornendogli un gomitolo di filo, ottimo quantomeno per non smarrirsi all’interno del labirinto. Ma una versione meno conosciuta e più evocativa della storia sostiene che il dono della principessa cretese non fosse del comune filo da telaio, ma una corona magica, capace di emettere luce nell’oscurità, donatale niente meno che dal dio Dioniso al quale era stata suo malgrado promessa in moglie.

Una corona di Luce.

Che a pensarci bene è un simbolo diretto di Divinità, relazionato al settimo chakra, quello di connessione con lo Spirito. Una corona di luce per tornare ad essere quel che si è. Figli dello Spirito autodeterminati e che sembra preludere alle aureole dei Santi nell’iconografia Cristiana delle successive Ere Post Atlantidee a seguire.

Per sconfiggere il Minotauro allora è necessario un collegamento diretto allo Spirito. O forse Valorosi le due cose sono collegate.

L’una è la diretta conseguenza dell’altra. Si riceve in dono una corona magica quando nasce il magico proposito di uccidere la Bestia.

Si raggiunge lo Spirito quando il guardiano della soglia è sconfitto.

Domani collettivamente la Terra incontra il proprio guardiano della soglia. Prova a sfondare le fila di una compagine ben organizzata e potente che studia i segreti della nascita e della morte dalla fine del diciannovesimo secolo su questo piano.

E lo stesso avverrà per ciascuno di noi su scala individuale.

Ciascuno dovrà comprendere da dove iniziare a purificare la propria esistenza.

Dove direzionare il bisogno profondo di catarsi e riscatto che sarà avvertito.

Da quali situazioni o circostanze è ora di ritrarre la propria accettazione e/o complicità più o meno individuata?

Il mostro si sazia del nostro capo chino. Della nostra mancanza di fuoco interiore.

Del nostro sentirci lontani dalla potenza dello Spirito.

Accettate la corona di luce valorosi.

Siate Teseo.

Liberatevi.

Liberiamoci.

Con Amore (fede) e Servizio

Francesca Spades 

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