Luna Nuova, Illusioni antiche. In Bilancia.

La Luna si staccò dalla Terra fisicamente in un’epoca talmente remota da non poter essere ricordata da alcun uomo. Un’epoca in cui il Sistema Solare non aveva neanche lontanamente le sembianze a cui siamo abituati attualmente. Dunque Terra e Luna sono fatte della stessa materia. Furono la stessa cosa e questo legame sanguigno resta, resta nelle influenze che l’Astro notturno imprime alla materia del nostro pianeta. Resta nel flusso delle maree, resta nel legame misterioso che l’agricoltura mantiene con le piene e con i vuoti lunari, resta nel corpo delle donne, nella ciclicità della loro fertilità. La Luna ha a che fare con una fase antica della vita di questo Pianeta, così antica da essere arcaica. E dunque ha a che fare anche con quello che di antico c’è nelle vite di ciascuno di noi. Come la sensazione di essere separati da tutto quello che abbiamo attorno. La luna Nuova di questo mese dunque ci mette davanti ai meccanismi proiettivi che spesso ci sfuggono e che sono la vera chiave del io che si mette in relazione al tu. Lo step evolutivo che l’Archetipo della Bilancia rappresenta per la coscienza in viaggio sulla Ruota dello Zodiaco è quello dell’integrazione della legge ermetica di Analogia o Risonanza. Si tratta di comprendere che l’Io è specchiato dal Tu. Che il mondo oltre la soglia della nostra individualità è un riflesso delle nostre tematiche o storie interiori.

E non potrebbe esistere un momento migliore del presente per toccare con mano la verità di questa legge cosmica.

Registriamo una fase collettiva in cui la dicotomia fra dentro e fuori è radicalizzata e condotta allo stremo. Il mondo obbedisce ad un assetto di regole così straordinario da somigliare a uno scenario marziale, e l’assetto di queste norme a cui siamo sottoposti con cadenza quasi quotidiana ridisegna continuamente il perimetro del nostro agire, sottraendo per lo più. Il che finisce allora per esasperare la sensazione di divisione da cui siamo già naturalmente caratterizzati fin dai nostri primissimi momenti come esseri incarnati.

In ogni senso.

Aumenta la sensazione di essere divisi di coloro che temono il contagio di un virus avvertito come letale, divisione da coloro che invece non ci credono. Che non vivono la medesima paura e non tollerano la restrizione progressiva di spazio e libertà. E aumenta parimenti la sensazione di divisione di questi ultimi che non comprendono il resto del genere umano, d’improvviso vittima di una paura incontrollata. Lo specchio ci riflette in ogni caso qualcosa che stentiamo ad inquadrare in modo sempre più vistoso. E la Luna Nuova ci mette il carico da novanta, disegnando un tiro alla fune con mezzo Cielo ( Marte, Chirone, Lilith in Ariete) e quadrature con l’altra metà.

Ci mette impietosamente di fronte all’incapacità di cogliere nello specchio, nelle persone della vita di ogni giorno, noi stessi. Lo zelo di chi invoca mascherine, Amuchine e serrate si specchia, come una montagna in un lago sereno, nello zelo di chi invoca libertà e spazi sempre più negati. Poli radicalizzati di una contesa che spacca il pianeta come una lama affilata.

Il mondo incespica in una delle lezioni base dell’evoluzione spirituale: riconoscere che il fuori è il dentro manifestato e vestito di quella che pensiamo sia realtà. Per questo la Luna che si forma oggi è connessa all’antico, all’arcaico, alla base di ogni processo di crescita. E’ una Luna che ci mette in condizione di fare un check del nostro personale processo di elevazione.

Dove siamo quando l’altro si trasforma in nemico? A che punto siamo arrivati del processo evolutivo personale quando nell’altro scoviamo la minaccia, il volto della paura, che sia d’ammalarsi o di perdere libertà personali ? Quanto precipitiamo nell’identificazione con un ruolo quando sosteniamo una parte piuttosto che l’altra nello schema di una contrapposizione polare estrema, cosi tanto da sembrare orchestrata, da sembrare una sorta di compito in classe collettivo?

Il mito lega alla divisione sempre pagine marcate dal dolore.

Narciso nella versione di Pausania per esempio, venne separato dalla propria gemella che amava teneramente da una morte prematura. Il suo cuore si indurì al punto tale da divenire presto noto come personaggio egoico ed arido, incapace di provare empatia per chiunque. La verità del suo cuore però in questa versione del mito, celava il gelo del lutto. Un gelo deturpante. La separazione in Narciso opera come l’artefice del suo inganno maggiore. Non si rende conto infatti trovandosi a passare nei pressi una sorgente d’acqua limpida, che il riflesso rimandato dalle acque è quello della propria immagine. Si ferma senza fiato in gola, strozzato dal bisogno che la separazione ha compiuto in lui. Gli sembra di scorgere la gemella scomparsa e il desiderio di riunirsi a questa e ricostruire l’unità perduta gli tende il tranello. Scivola in acqua e annega.

Quando si vive in maniera esasperata la polarità della divisione il rischio è quello di cedere al sonno ipnotico di questo piano esistenziale. La connessione che il mito traccia fra illusione e morte sembra quasi schiacciarle in un unico fenomeno.

Cosa accade quando non si riconosce se stessi nello specchio che il mondo ci presenta? Questo potrebbe chiederci questa lunazione così delicata. La Luna Nuova delle vecchie lezioni. Dell’ABC del movimento evolutivo.

Ogni volta che non riconosciamo noi stessi negli altri esasperiamo il sonno in cui trasciniamo le nostre esistenze, quello che Gurdjieff, maestro di Quarta Via, definiva lo stato più comune del genere umano. Lo stato dell’identificazione totale con quello che viviamo. Con il ruolo e con il pensiero.

E la pericolosità dell’identificazione con il pensiero è data dalla sua trasformazione veloce in ideologia.

Quanta ideologia in questo momento storico?

Quanta ideologia personale usata come arma nei confronti dell’altro? Ognuno con i suoi dati, i suoi numeri, le sue statistiche, le sue fonti e le sue paure usate come offendicoli.

In un Corso in Miracoli è scritto a questo proposito che l’unico vero attacco proviene sempre dal nostro pensiero.

Quali attacchi ci sta spiccando il pensiero internamente? E quanti di questi attacchi appendiamo agli altri come fossero abiti sporchi per cui biasimarli o bandiere avverse di cui ricoprirli?

La Grande Anima del maestro Gandhi, un Sole in Bilancia da manuale, vissuto ai massimi livelli o ottave dell’archetipo, sosteneva che nessuna pace è possibile attraverso la guerra. La pace non si fa mai con la guerra.
Dove manchiamo di pace? Dove rifiutiamo di vedere noi stessi?

Siate Pace

Siate Amore

Siate interi, non divisi.

Buona Luna Nuova in Bilancia.

Francesca Spades

se desideri un consulto privato scrivi a : francescaspades@gmail.com

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